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Oplà teatro
Insieme è meglio

ARTERAPIA

Un po' di storia
Nell’estate del 2002, alcuni rappresentanti delle associazioni La Metaphora, Lo Stregatto e Maninalto, che operano da anni nel territorio viterbese con importanti attività ludiche e culturali, rivolte principalmente ai bambini, iniziano una proficua collaborazione confrontandosi su un’idea che, anche se già sperimentata in molte parti del mondo, era senz’altro inedita nel nostro territorio: partire da una riflessione sulla forte influenza psicologica che la malattia e l’ospedalizzazione hanno sul bambino, per proporre progetti ed attività mirate alla creazione di reparti ospedalieri più adeguati alla loro accoglienza ed alla loro cura.

Come le varie esperienze, attive in numerosi ospedali pediatrici, dei “clown in corsia”, dei “dottor sorriso” o dei “clown-dottori” di Patch Adams che, di tutti questi interventi, è il pioniere e l’ispiratore, anche il progetto di “ARTERAPIA”, attivato in forma sperimentale nell’ottobre 2002 presso il reparto di pediatria dell’ospedale Belcolle di Viterbo, si evidenzia per il suo aspetto innovativo di affiancare all’intervento degli operatori sanitari (dal momento del ricovero del bambino fino alla sua dimissione) operatori ludici qualificati, per far sì che gli interventi promossi, attraverso questa collaborazione, rendano il bambino capace di affrontare l’ansia e la paura della malattia e del ricovero e di raggiungere al meglio la propria guarigione.

Per raggiungere tali obbiettivi il gruppo di ARTERAPIA, concordando il proprio intervento con l’equipe medica ed il personale infermieristico, ha lavorato in diverse fasi: la prima ha riguardato la decorazione di tutto il reparto di Pediatria riproducendo, su grandi pannelli dipinti a mano, paesaggi e personaggi che rimandano ad un’atmosfera accogliente e fantasiosa, in seguito ha stimolato il personale infermieristico a cambiare il loro aspetto rallegrando la divisa professionale ed ha allestito una stanza con giochi, libri e materiali vari per le attività di gruppo ed infine, dal primo ottobre 2002, ha iniziato l’attività ludica. Tutti i pomeriggi, infatti, dal lunedì al venerdì, gli operatori ludici, affiancati dalle volontarie del servizio civile, hanno trascorso alcune ore in compagnia dei bambini ricoverati, o durante l’attesa di visite specialistiche, proponendo giochi, piccoli laboratori, animazioni, teatrini, letture animate, sia nella stanza di Arterapia, sia nelle camere dei bambini. La disponibilità e la collaborazione che tutto il personale ospedaliero ha dato a queste attività è stata massima tanto che, a chi si trovasse ad attraversare il reparto nelle ore di animazione, può capitare di incontrare cortei di bambini travestiti da mostri che rincorrono qualche dottore, capannelli di genitori e bambini che pasticciano con la pittura o che si sfidano a gare di tiro a segno e cacce al tesoro. Anche i pannelli decorativi sono in continua trasformazione grazie alle opere dei bambini che arricchiscono il corridoio e le stanze e raccontano in qualche modo la loro esperienza.

Prima dell’inizio di questa attività e poi durante gli interventi realizzati in reparto, l’équipe dell’Unità Psicologia in ospedale, sotto la guida del Dottor M. Morucci, ha eseguito un monitoraggio in due fasi per poter valutare l’utilità dell’intervento stesso sullo stato di ansia dei pazienti durante il ricovero.
Il gruppo di ARTERAPIA ha collaborato con diverse realtà come la Croce Rossa, l’AVIS, il Liceo di scienze sociali, la Consulta Studentesca, Lega Ambiente e l’Arci Servizio Civile.
A Novembre 2003 il progetto ARTERAPIA ha vinto un premio provinciale come progetto più innovativo nel settore socio-culturale.
Ad Aprile, due rappresentanti del gruppo sono stati invitati dal Dottor Giorgio Schirripa a partecipare al Convegno Nazionale sul TEATRO INTEGRATO, che si è tenuto a Viterbo nei giorni 21 e 22 Aprile, e dove hanno potuto far conoscere, ad un pubblico attento e qualificato, i risultati ottenuti con questo progetto indubbiamente innovativo.
Il 30 Aprile, infine, si è celebrata, all’interno dell’ospedale, una giornata di solidarietà e di sensibilizzazione per l’ARTERAPIA con la partecipazione del Dottor M. Arena (M.I.U.R. CSA di Viterbo), di alunni di scuole primarie e secondarie viterbesi e della Provincia e di diverse associazioni che operano nel settore sociale.

Attività e metologia
Nel Progetto ARTERAPIA l’obiettivo è quello di raggiungere interessanti risultati sul benessere psico/fisico dei piccoli pazienti utilizzando gli strumenti e le tecniche che le varie forme artistiche ci offrono (siano esse teatrali, pittoriche, o altro).
L’aspetto innovativo di questa esperienza sta nel saper progettare ed attuare interventi che partano dalla complessità del contesto in cui si opera, consapevoli che nessuna storia individuale possa corrispondere, senza forzature ed approssimazioni, ad un modello predefinito.
Chi lavora in ambito artistico sa quanto preziosa sia questa “diversità”: saper accogliere l’inatteso, sapersi confrontare con l’imprevisto, poter esprimere quella creatività che, per dirla con Gianni Rodari, “è la capacità di rompere gli schemi già dati”.
Avvalersi di questa metodologia in ambito medico e educativo ha significato saper spostare l’attenzione sulle potenzialità degli individui piuttosto che sui loro limiti.
Lavorando nel reparto di pediatria, sappiamo di dover incontrare dei bambini in difficoltà, ma non sappiamo, prima di incontrarli, quali siano queste difficoltà: chi ha mal di pancia, chi la febbre, chi un braccio rotto (per citare casi non gravi). Quello che li accomuna è sicuramente un disagio, a volte la paura, spesso la noia…
Quale intervento potrà adattarsi a tutte le loro esigenze? Come potremo “giocare” con i loro stati d’animo senza correre il rischio di banalizzarli o di negarli?
Il nostro gruppo si è incontrato sul progetto di “ARTERAPIA” provenendo da diversi e molteplici percorsi, teorici e pratici, in ambito pedagogico, educativo, dell’animazione ludica, del teatro e della danza, del teatro di figura, dell’arte e della musica, esperienze che ci hanno insegnato a vedere le cose da tanti punti di vista.
Questo è il nostro bagaglio, come una valigetta da portare in ogni attività con dentro le competenze e le abilità acquisite, i ricordi, gli errori, le idee, le delusioni. Da questo materiale possiamo attingere per trovare le risposte e le azioni più adeguate per lavorare in maniera articolata, immaginare interventi che si compiono solo con la partecipazione attiva dei bambini e lasciano spazio alle idee, alle richieste, al tempo…
Nelle due ore di attività c’è innanzitutto il tempo per fare conoscenza, per essere invitati, senza nessuna forzatura, a passare un po’ di tempo insieme, provare qualche gioco, raccontare qualche storia. Se la situazione lo permette, i bambini sono accompagnati nella stanza di Arterapia dove si alternano varie attività ( piccoli laboratori manuali, pittura, costruzione di giochi e giocattoli, cacce al tesoro, giochi da tavolo, drammatizzazione, gioco libero, ecc…), se i bambini sono costretti a letto si improvvisano attività direttamente nelle camere spesso con la collaborazione degli altri bambini: si può distribuire del materiale che li incuriosisca (piccoli giochi, matite per disegnare, libri da leggere, ecc…) o si può organizzare un piccolo teatro dei burattini o una semplice drammatizzazione che permetta, senza troppa fatica, la partecipazione di tutti. E’ utile e piacevole anche passare il tempo a raccontare storie o semplicemente a parlare, a volte si inseriscono anche i genitori ed anche per loro il tempo trascorre più velocemente.
Finita l’attività, difficilmente il bambino racconterà di aver appreso le tecniche della drammatizzazione o della cartapesta, di essersi confrontato con gli altri bambini, di aver raccontato la propria esperienza del ricovero e della malattia…
…dirà più semplicemente che si è divertito e che ha conosciuto nuovi amici.

OPLA' TEATRO

Portare il teatro e una ricca offerta di spettacoli e laboratori non solo nelle scuole di ogni ordine e grado, ma anche in quegli spazi ricreativi (ludoteche, centri giovanili, ecc..) interessati a queste attività. E' questo lo spirito che anima Oplà Teatro, concepito in collaborazione con la compagnia La Metaphora e la cooperativa Lo Stregatto.
La finalità principale del nostro progetto è quella di offrire ai bambini e ai ragazzi, attraverso proposte differenziate, stimoli e strumenti volti ad aumentare la conoscenza di sé e delle proprie potenzialità espressive, promuovendo la capacità di relazionarsi con gli altri e con lo spazio circostante.
Le "aree tematiche" da noi proposte (arte-ambiente-intecultura-scienza) sono direttamente legate alla nostra realtà e pertanto presenti nel vissuto del bambino che, partendo dalla propria esperienza, potrà acquisire gli strumenti a lui più congeniali al fine di arricchire le proprie capacità comunicative.
Ogni tema sarà sviluppato attraverso specifiche attività (teatrali, manuali-creative, ludico-sperimentali) che non sono separate secondo uno schema rigido, ma ognuna potrà essere compresa nell'altra per un precorso vario ed adattabile ad ogni esigenza interdisciplinare. Si potrà quindi scegliere un tema unico da sviluppare in ogni sua proposta o decidere per un intervento di breve durata che preveda una singola attività, così come progettare percorsi trasversali che contengano diversi temi e diverse attività (vedi schema). Ogni progetto sarà pertanto pensato, calibrato e realizzato in base ai contenuti scelti, all'età dei bambini e dei ragazzi a cui è rivolto e alla durata dello stesso.
Il progetto comprende anche un elenco di spettacoli teatrali (teatro dei burattini, teatro d'attore, teatro d'ombre) che si ricollegano alle tematiche descritte e che sono, a nostro parere, un'importante esperienza educativa e creativa da integrare alle attività previste o da proporre come evento autonomo.

INSIEME E' MEGLIO

A teatro con i nonni

Nella rassegna di spettacoli di burattini, che organizziamo oramai da 4 anni, in occasione del Settembre viterbese ai Giardini di Porta della Verità, abbiamo potuto constatare che il pubblico era quanto mai eterogeneo: insieme a genitori e nonni, che accompagnavano i bambini, vi erano anche molti anziani soli che assistevano, con entusiasmo, agli spettacoli.
In effetti, un tempo, il teatro dei burattini allietava anche gli adulti proprio per la sua peculiarità comunicativa; era un teatro popolare e di grande partecipazione.
Abbiamo potuto verificare come, indirettamente, un’operazione che noi ritenevamo finalizzata ai bambini riuscisse valida anche per quella fascia d’ età critica e spesso emarginata, dimostrandoci come, anche la persona anziana senta la necessità di evadere e di essere “trasportata” nel mondo fantastico delle favole.
Nel settembre 2005 nasce l’idea di realizzare un progetto dal titolo “Insieme…è meglio” che viene sottoposto all’attenzione della Giunta comunale Viterbese.
Il progetto prevede una rassegna di otto spettacoli da rappresentare all’interno del Centro “Giovanni XXIII°” e in quello di “Villa Immacolata” nei mesi di dicembre e gennaio 2006.
Sarebbe un’occasione per le famiglie di partecipare ad eventi teatrali che, oltre a divertire i bambini, possano anche essere un’ occasione per tenere compagnia e coinvolgere gli anziani.
Gli spettacoli proposti offrirebbero una panoramica del teatro di burattini di tradizione, con una forte connotazione regionale: dal “pulcinella” napoletano alla celebre coppia di Fagiolino e Sandrone di origine emiliana, alle fiabe popolari toscane, raccontate, con i burattini, da una famiglia d’Arte di Firenze.
Il progetto dovrebbe fungere da “luogo di aggregazione” tra le famiglie e gli anziani, ospiti delle strutture e promuovere e valorizzare le tradizioni popolari di questa antica forma di teatro.
L’arte dei burattini fa parte del nostro bagaglio di cultura popolare dal Medioevo.
Fino agli inizi del 1900, i burattinai girovaghi erano i “messaggeri” di eventi grandi e piccoli, e, con la loro arte, si facevano interpreti dell’opinione popolare, prendendosi gioco dei potenti.
Oggi il teatro dei burattini non’ è più lo stesso ma conserva un grande fascino per i bambini, che l’ apprezzano e lo seguono con grande partecipazione.
Non è escluso che, anche per gli adulti, questa forma d’arte possa suscitare emozioni e interesse.
Può accadere, infatti, che l’adulto riscopri, attraverso il burattino, il proprio “bambino” interno e tragga da questa esperienza un arricchimento personale.

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