...... >> CORSI DI FORMAZIONE

Formazione

I nostri corsi di formazione, già ampiamente collaudati negli anni, sia a Roma che a Viterbo, hanno ottenuto il riconoscimento dal Provveditorato agli Studi. Hanno una durata che varia dalle 18 alle 30 ore. Prevedono sempre una fase pratica e si rivolgono ad educatrici di asilo nido, insegnanti della Scuola dell’Infanzia o Primaria.
E’ stata sperimentata, con successo, la possibilità di coniugare la formazione con educatori o insegnanti con il laboratorio teatrale con gli allievi cosicché l’insegnante potesse avere un riscontro “pratico” delle nozioni apprese nel corso.
Ciò è stato utile anche nei casi in cui la Scuola ha richiesto che l’educatore o l’insegnate fosse affiancato dalla compagnia Maninalto nel difficile compito di realizzare uno spettacolo di fine anno con la classe.
Gli operatori si rendono disponibili per venire a scuola in giorni e orari da concordare.
(Se si ritiene necessario si possono accorpare 6 ore nella stessa giornata).
Il costo verrà stabilito telefonicamente.

Il teatro di figura nel nido e nella scuola dell'infanzia


Il corso si pone come obiettivo principale quello di promuovere e divulgare il teatro di figura ritenendolo un valido strumento espressivo anche per i più piccoli. Verranno proposte alcune tecniche di animazione di oggetti e pupazzi: burattini a dita, pupazzi con la frutta e la verdura, bambola di gomma piuma a grandezza naturale mossa con la tecnica bunraku.
Saranno suggerite alcune storie che si prestano ad essere drammatizzate.
Si fornirà una panoramica storico artistica sul teatro di figura in Italia e all’estero supportata da immagini e diapositive.
Verranno eseguiti esercizi di riscaldamento e di rilassamento e di immedesimazione corporea.
(E’ auspicabile svolgere uno o più incontri alla presenza dei bambini per verificare in maniera diretta l’efficacia degli insegnamenti).

Burattini, marionette e teatro delle ombre


Il corso è articolato in una fase teorica e in una pratica.
Nella prima si intende offrire un approfondimento sul teatro di animazione fornendo alcuni cenni storici, culturali ed artistici, con l’ausilio di testi e diapositive.
Si intende sottoporre all’attenzione dei partecipanti al corso alcune testimonianze di progetti realizzati con bambini e con portatori di handicap mentali.
Nella fase pratica il corso intende stimolare la fantasia e la creatività dei partecipanti facendo sperimentare, in prima persona, la costruzione di: burattini di cartapesta e di gomma piuma, marionette realizzate con materiali da riciclo e sagome articolate per il teatro delle ombre.
Lo scopo di questa fase del corso è quella di saggiare tutte le potenzialità creative e comunicative di questa forma di teatro che coniuga: capacità immaginativa e manuale, senso della forma e del colore, conoscenza e sperimentazione di diversi tipi di materiali, educazione del ritmo e delle proprie potenzialità vocali.
Infine si forniranno alcuni spunti di favole e storie indicate per essere trasformate in “canovacci” e si guiderà il gruppo all’animazione del materiale costruito insieme.

Il burattino : teatro del recupero e della memoria


Il corso è particolarmente indicato per operatori sociali, psicoterapeuti, psicologi che operano nel settore dell’handicap, dell’infanzia o con gli anziani.
Si intende approfondire due aspetti fondamentali del teatro dei burattini: il “recupero” e la “memoria”, estremamente connessi tra di loro sia da un punto di vista simbolico che materiale. Lo scopo è risvegliare una memoria assopita e riscoprire la magia di un gioco antico quanto l’uomo.
All’inizio verranno proposti giochi di socializzazione.
Una delle ragioni per cui il burattino affascina sta nel fatto che esso risponde all’esigenza continua di animare, di far parlare le cose, manifestazione questa del nostro profondo bisogno di comunicare e di attribuire un significato ad ogni realtà che ci si manifesti. Come scriveva George Sand “Il burattino obbedisce al mio capriccio, alla mia ispirazione, al mio ardore…tutti i suoi movimenti sono la conseguenza delle idee che mi vengono e delle parole che gli suggerisco…egli è 'me stesso', cioè un essere vivente e non più un pupazzo”.
Il “recupero” verrà inteso anche come “riciclo” di materiale destinato alla spazzatura.
Un tempo, nelle società contadine, si recuperava tutto. Oggi siamo letteralmente sommersi dalla spazzatura che crea gravi ripercussioni sull’ambiente in cui viviamo. Per costruire un burattino tutto torna molto utile soprattutto in una prima fase di studio e sperimentazione.
L’attività di recupero dovrebbe iniziare dal sensibilizzare le persone sul concetto di “riciclaggio”.
Una volta recuperato parecchio materiale, il corso indicherà la strada per cercare di “recuperare” quella capacità che avevamo da bambini di “vedere” le cose con occhi creativi e di fantasticare.




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